martedì 15 marzo 2016

AFTE : che dolore!


Colpiscono circa il 20 % della popolazione: stiamo parlando delle fastidiose AFTE della bocca, responsabili di dolore mentre si mangia, si beve o ci si lava i denti. Ma proprio perché relativamente comuni, non significa che queste piccole piaghe aperte all’interno della bocca debbano essere ignorate.
Conosciute anche come stomatiti, sono piccole piaghe che possono manifestarsi all’interno della bocca, delle guance, delle labbra, della gola, o talvolta sulla lingua. Non sono da confondere con le  vesciche da febbre,  che sono provocate dal virus del herpes simplex e si trovano al di fuori della bocca intorno alle labbra, sulle guance o sul mento, o all’interno delle narici. Mentre le vesciche da febbre sono contagiose, le ulcere orali non possono essere trasmesse, quindi ad esempio un bacio  non è veicolo di trasmissione.
CAUSE :
Si sa che è una patologia immunomediata ( in particolare dovuta all'attività cellulo-mediata del nostro sistema immunitario); restano però da chiarire quali siano le effettive cause che inducono questa attività; si può comunque affermare che tra i principali fattori di rischio ci sono carenze nutrizionali legate ad una dieta squilibrata: le persone che hanno deficit di acido folico, vitamina B12 e ferro, sembrano essere più soggette allo sviluppo di afte, a maggior ragione se intolleranti. Le afte possono altresì indicare un problema del sistema immunitario; infezioni; traumi: lesioni della bocca dovute ad un morso sul labbro interno, oppure ad un lavaggio dei denti eccessivamente vigoroso vanno a danneggiare la delicata parete interna della bocca e pare siano un’ulteriore causa delle ulcere orali;
STRESS: uno studio condtto su studenti universitari ha dimostrato un aumento dell'incidena di afte durante periodi di particolarmente stressanti, come ad esempio in concomitanza di un esame.

Anche se chiunque può manifestarle, i giovani e gli adolescenti ventenni sembrano avere più spesso problemi di stomatiti, e le donne hanno il doppio delle probabilità di svilupparle rispetto agli uomini. Alcune di esse manifestano ulcere orali all’inizio del loro periodo mestruale.
Le afte possono essere associate a diverse patologie: morbo di Behcet, celiachia, malattie infiammatorie intestinali ( Morbo di Crohn, Colite Ulcerosa).
FORME CLINICHE:

  • MINOR: forma piu' comune, sono ulcere circondate da un alone eritematoso
    di dimensione tra i 3 mm fino ad 1 cm; compaiono in un numero massimo di 5 in diverse zone della mucosa orale a bassa cheratinizzazione ( palato molle, mucosa geniena); 


  • MAIOR: in questo caso le ulcere sono circondate da un alone eriteatoso
    rilevato; sono molto piu' numerose: fino a 10 diverse afte, che possono fondersi tra loro ed esitano con cicatrici; possono permanere anche per molti anni.


  • FAMILIARE RICORRENTE: è una forma minor, ricorrente in diversi componenti di una stessa famiglia e nello stesso soggetto con elevata frequenza.

I SINTOMI comuni a queste forme son bruciore e dolore per almeno 3-4 giorni fino a che non ricomincia l'epitelizazione della mucosa, che dura 8-10 giorni, dopo i quali si ha una completa restitutio ad integrum. Saltuariamente le stomatiti possono essere accompagnate da sintomi quali febbre, gonfiore dei linfonodi e
un po’ di sonnolenza o sintomi dell’influenza.




                                            TRATTAMENTO 
Il trattamento ha principalmente lo scopo di alleviare i sintomi: la stomatite viene trattata generalmente con farmaci da banco ad azione locale, cioè con sciaqui o con l'applicazione tramite gel: 
  • farmaci antisettici, utili per disinfettare la cavità orale;
  • antibiotici, antimicotici o antivirali, in caso di infezione, su consiglio del medico;
  • anestetici ed antidolorifici, per alleviare la sensazione di dolore correlata alla presenza della lesione.

Alcuni tipi di colluttorio risultano particolarmente indicati per la cura della stomatite, grazie alla presenza di principi attivi e specifici ingredienti efficaci nel trattamento dei sitomi. Tali componenti attivi sono:
  • desametasone: corticocosteroide in grado di alleviare i sintomi tipici dell'infiammazione (gonfiore, dolore, calore)  
  • tetraciclina: antibatterico inibitore della sintesi proteica (indicato soprattutto in caso di ulcere aftose)
  • nistatina: antibiotico inibitore delle funzioni della membrana citoplasmatica, si lega alla membrana del patogeno e ne induce la neutralizzazione
  • difenidramina: antistaminico ed anestetico locale
I collutori contenenti questi attivi sono soggetti a prescrizione medica, e  rappresentano un rimedio efficace al trattamento della stomatite.


martedì 1 marzo 2016

Fluoroprofilassi


È un trattamento che ha lo scopo di prevenire la formazione di carie dentali.
Consiste nella somministrazione di Fluoro: un oligoelemento presente in natura
nell'acqua, nel pesce, nella verdura, nel latte ecc...
Esso è affine ai tessuti mineralizzati e la sua azione specifica è quella di aumentare la resistenza alla carie.


COME AGISCE IL FLUORO? in 3 modi :

1) Rimineralizza lo smalto dentario, il fluoro entra a far parte della struttura chimica del dente, creando dei cristalli piu' resistenti;


2) Limita la demineralizzazione (evento inizale del processo carioso);

3) Ostacola l'adesione batterica sulla superficie dentale.



Il fluoro può essere somministrato per via sistemica (gocce, compresse) metodica che si attua nella fase pre- eruttiva, cioè durante le fasi di formazione dei tessuti dentari,
o per via topica ( dentifrici, gel, colluttori, sigillanti ) durante l'eruzione dei denti e nelle fasi successive.

Vediamo piu' nel dettaglio come agisce il fluoro nelle diverse fasi di sviluppo :

Effetti del fluoro nel periodo di formazione dello smalto dentale

Il fluoro aiuta nella prevenzione della carie dentaria perché quando è assunto nella fase di formazione della struttura minerale dello smalto, rimpiazza gli ioni idrogeno con ioni fluoro, formando al posto dell'idrossiapatite, normale costituente dello smalto dei denti, la fluoroapatite: sostanza più resistente all'attacco acido, demineralizzante, della placca batterica.
A tale scopo il fluoro si può assumere dalla gravidanza fino a 6 anni, mediante
compresse reperibili in farmacia. Si determina così una riduzione dell'incidenza della carie dell 80%. Tali compresse sono disponibili in dosaggi da 0.25 e da 1 milligrammo, e vanno prese con le seguenti modalità: durante la gravidanza 1 mg al giorno alla madre, dallo svezzamento in poi il bambino dovrà assumere 0,05 mg di fluoro al giorno per ogni chilo di peso corporeo.



Effetti del fluoro sul dente già formato


Quando il dente è formato il fluoro favorisce la remineralizzazione dello smalto già lesionato dagli acidi della placca batterica e, particolare non trascurabile, inibisce il metabolismo dei batteri della placca. Applicato sui denti dopo che lo smalto si è formato, con l'uso di dentifrici fluorati per l'igiene orale quotidiana, riduce l'incidenza della carie del 24%. Ciò significa che in chi spazzola i denti utilizzando dentifrici al fluoro sono state riscontrate il 24% in meno di cavità cariose rispetto a chi spazzola i denti senza utilizzare dentifrici al fluoro.

I dentifrici fluorati sono pertanto più efficaci nella prevenzione della carie dentaria rispetto ai dentifrici non fluorati purché siano rispettate le seguenti condizioni: il contatto tra il dentifricio e il dente non deve essere troppo fuggevole; il dentifricio deve contenere costantemente il fluoro sotto forma di sale solubile; il tenore di fluoruro sodico, potassico del dentifricio deve risultare sufficientemente elevato (0,50%).



EFFETTI INDESIDERATI: FLUOROSI 
Una somministrazione eccessiva di fluoro ( piu' di 2 mg/die nei bambini, durante le fasi di formazione dello smalto dentale) induce delle alterazioni strutturali visibili clinicamente come macchie biancastre o brunastre sulla superficie dentale. 

Le piu' recenti linee guida Nazionali della Salute Orale e della Prevenzione delle patologie orali ribadiscono che la prevenzione della carie attraverso somministrazione di fluoro è fortemente raccomandata. 

 Una piccola curiosità : gli squali, ben noti per i loro denti forti e taglienti, diversamente da noi, posseggono una struttura dentale a base di fluoro, che ne conferisce estrema durezza e  notevole resistenza alla carie! Ecco svelato il loro segreto :-)