Sono dovute alla proliferazione di batteri cromogeni ( Aggregatibacter, Tannarella Forsythia) produttori di solfuro di idrogeno che, combinandosi con gli ioni ferro del fluido crevicolare (liquido che si trova nel solco gengivale), creano quei composti pigmentati di colore nero.
È interessante ricordare che la presenza di questi ceppi batterici protegge, se pure in parte, dalle carie poiché antagonizzano le specie batteriche che la inducono.
Come si eliminano?
In questi casi purtroppo il semplice spazzolamento domestico non basta, occorre rivolgersi ad un dentista o ad un igienista dentale per una seduta di igiene orale professionale con ablatore ad ultrasuoni associato ad agenti abrasivi e paste lucidanti; tuttavia si riscontra di frequente recidiva dopo circa 40-50 giorni.
Recenti studi hanno dimostrato l’efficacia di un nuovo protocollo di trattamento: questo consiste nell’applicazione di gel al fluoro sui denti macchiati e nella successiva rimozione delle macchie con laser. In questo modo si ottiene una notevole riduzione della recidiva e sei unisce l’azione di rinforzo dei tessuti dentali determinata dal fluoro.
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